Ho mappato il 90% dell'areale.
Tracce, fatte, resti di predazione sparsi nei settemila ettari di parco.
Conosco ormai ogni angolo, ogni rivolo di questo posto meraviglioso, ma ho dovuto chiedere aiuto a chi possiede un fiuto migliore del mio per portare a casa il documentario.
Una telefonata, ed ecco arrivare la mia Elka nel pomeriggio.
Come accadde sui Sibillini, la sua vera anima è saltata fuori all'istante non appena è scesa dalla macchina.
E' bastato un suo ululato sotto “indicazione” (eufemismo zooantropologico della più reale parola “comando”) intorno alle 23, in un posto perfetto e collaudato, per sentirli prima rispondere e poi vederli arrivare in fila indiana sotto una luna bellissima che schiariva la notte.
No: non c'è prezzo per un'emozione del genere. Con la mastrecard puoi anche giocarci a domino.
Il censimento ufficiale contò cinque esemplari; i cacciatori della zona quindici. Io ne ho trovati solo due...ed in ottima forma.
Questa mattina ho saputo di lupo rinvenuto morto poco fuori dal parco, in direzione ovest.
Un'auto l'ha falciato nella notte lasciandolo al bordo della strada.
Nei bar della zona si parla di un ibrido “perché non avrebbe avuto le strisce nere sulle zampe anteriori”.
Verificherò.
In ogni caso, monterò tutto il materiale girato e poi lo consegnerò alla produzione.
Questo documentario mi ha riportato indietro con la memoria di molti anni ed è stata una bellissima esperienza.
Ho imparato molte cose nuove, soprattutto attraverso i fallimenti che ogni ricercatore deve sempre mettere in conto.
I ragazzi di WolfEmergency terranno d'occhio la zona; soprattutto il nuovo areale dei lupi, visto che negli ultimi giorni si è spostato in direzione est, poco fuori dal parco.
Sabrina e Alessio sono latitanti, ma per fortuna qui c'è lo zoccolo duro del movimento: persone che con dedizione e impegno – ma soprattutto tantissimo amore e passione - tentano di conoscere meglio il lupo con profonda umiltà al solo scopo di salvaguardarlo, aiutando al contempo gli allevatori della zona per quanto possibile.
Da queste parti non ci vanno per il sottile e, sinceramente, la cosa mi preoccupa un po'.
Mi è arrivata una proposta di incarico politico: valuterò il da farsi non appena rientrerò a casa.
Al momento mi interessa solo il fatto che questo documentario possa aprire una breccia nel cuore degli scettici, abituati a vedere ancora in questi splendidi animali il “lupo cattivo” o il “terrore dei boschi”.
Il caso ha voluto che i documentari prodotti, alla fine, fossero due.
“Greta” - la volpe – è stato un ottimo spunto di ricerca, vista la sua disponibilità nei miei confronti.
Ho filmato a più riprese la sua giornata “tipo” tra la tana, le attività notturne e quelle diurne, con particolare riferimento alla “intelligenza culturale” acquisita, attraverso di lei, dalla sua piccola famiglia.
L'ultima sera – con mio grande rammarico – ho visto che l'essere umano non si smentisce mai: un gruppetto di ragazzi brianzoli ubriachi, intenti a festeggiare il merdoso addio al celibato di un loro collega, si è messo a spaventare “Greta” con grida a schiamazzi nonostante lei volesse avvicinarsi a loro con la delicatezza che gli è propria.
Disarmonia allo stato puro: dovrebbero blindare la zona ed impedire alle teste di cazzo piovute dal nord con la piena di entrare in maremma.
Alcuni amici che erano con me hanno mostrato il disappunto ed i brianzoli se ne sono andati sulle loro altrettanto merdose e pulitissime fuoriserie sgommando come ragazzini.
Non mi meraviglierei se in quello stato avessero ucciso qualche selvatico sulla strada.
“Greta” c'è rimasta male e non capiva bene cosa stesse accadendo. Si sarà fatta mille domande sulla stranezza umana, ma credo che la annovererà tra le “nuove esperienze”; almeno lo spero.
Ringrazio dal profondo del mio cuore la PX Quark Production, Angelo Faucci e la sua splendida famiglia per avermi seguito in questa avventura, Marco Pini per le "dritte", Dario Canaccini e tutto lo staff della "Baciocca" (Parco di Montioni - Livorno/Grosseto) per l'accoglienza e la grande disponibilità, "Greta" e "Beppe" per la loro compagnia.
La canzone che accompagna questi ultimi giorni è sempre dei Van Halen: “Feels so good”


